L’Isola Bianca o semplicemente la Isla è
la terza Isola per estensione delle Baleari dopo
Maiorca e Minorca. Ibiza isola dal carattere originale,
da sempre una delle mete preferite di artisti
provenienti da ogni parte del mondo, continua
ad attrare amanti del sole e della vita notturna.
La posizione strategica tra l’Europa e le
coste dell’Africa nord occidentale spinsero
nel corso dei secoli differenti popoli ad alternarsi
nel dominio di Ibiza: all’iniziale dominio
fenicio, seguì un periodo in cui sotto
l’egida di Cartagine il porto di Ibiza divenne
uno dei più importanti del Mediterraneo:
al nome di Bes con cui i Cartaginesi chiamavano
l’Isola si fa risalire il moderno nome di
Ibiza. L’importanza del porto accrebbe ulteriormente
sotto il dominio romano grazie anche allo sfruttamento
delle grandi saline dell’Isola. Dall’VIII
Secolo d.C. Ibiza come il resto della Spagna subì
l’invasione dei Mori, la cui presenza sull’Isola
si prolungò per cinque secoli fino alla
“Reconquista” quando nel 1235 Re Giacomo
I d’ Aragona sbarcò sull’isola
e la conquistò nel nome del cristianesimo.
Da allora i Musulmani dovettero cominciare a ritirarsi
e Ibiza rimase sempre cattolica e sotto l’influenza
catalana. In seguito alla scoperta dell’America,
l’attenzione della potenza spagnola si concentrò
sul Nuovo Mondo e le isole dovvettero subire nuove
invasioni ada parte dei pirati berberi, a cui
si opposero i corsari ibizani che proprio in quel
periodo andavano ad imporsi nei mari prossimi
alle isole ricchi di traffico mercantile. Le frequenti
incursioni corsare unite all’isolamento
dal governo centrale e dalle carestie che interessarono
l’arcipelago furono concause di un inesorabile
declino della colonie catalane di cui Ibiza era
parte, contribuendo alla fine di un periodo di
espansione commerciale prolungatosi fino al XV
Sec.
 Nel
1554, il re di Spagna fece cintare di mura la
città di Evissa per proteggerla definitivamente
dalle incursioni musulmane. L’infelice scelta
dei balearici di schierarsi durante la Guerra
di Secessione Spagnola con gli Asbugo di Carlo
III contro Filippo V di Borbone che nel 1715 occupò
vincente tutto l’arcipelago delle Baleari
fu l’inizio di un progressivo declino di
Ibiza: lo sfruttamento delle saline divenne prerogativa
esclusiva dei vincitori rimanendo priva della
principale fonte di reddito. La situazione di
crisi si protrasse fino all’inizio degli
anni sessanta con l’arrivo dei primi hippy
americani ed europei. In questo periodo l’Isola
Bianca cominciò a scoprire una nuova fonte
di reddito, il turismo, fonte di nuovo benessere
e di ritrovata indipendenza economica dal governo
centrale. La città di Eivissa, maggiore
centro dell’Isola, può essere idealmente
suddivisa in quattro parti: D’Alt Vila,
la città vecchia fortificata; Sa Penya,
il quartiere dei Pescatori; La Marina, zona antistante
il porto; la parte nuova della città che
inizia dal Paseo Vara de Rey.
 Dopo
l’ingresso nell’Unione Europea, la
Spagna ha dichiarato la città vecchia di
Ibiza monumento nazionale: cinta da un giro di
impenetrabili bastioni disegnati dall’italiano
Giovan Battista Calvi, archichetto specializzato
in opere militari, nel XVI Secolo, la città
vecchia si sviluppa intorno al Catello, un maschio
moresco del XVI Secolo e alla Cattedrale di Santa
Maria de las Nieves, Santa Maria delle Nevi nome
che apertamente contrasta ed appare insolito per
un luogo così soleggiato. La Cattedrale
fu costruita nel XIII Sec. sulle rovine di una
moschea moresca, e a quanto pare di un risalente
tempio romano e santuario cartaginese. La vista
sulla baia, da circa 90 metri, che si può
ammirare dalla D’Alt Vila è a dir
poco fantastica. Discendendo dal dedalo di viuzze
che si snoda nella città vecchia si raggiunge
la Vila Mitjana, dalla pittoresca eterogeneità
urbanistica, un tempo occupata dalle residenze
patrizie, quindi continuando si incontra la Vila
d’Aval, la città bassa, dove un tempo
vivevano le classi di censo più basso.
Proseguendo invece dalla città vecchia
verso il porto si incontra il quanrtiere di Sa
Penya, l’antico quartiere dei pescatori,
oggi uno dei rioni più poveri e meno curati
della città. Antistante il porto, si sviluppa
La Marina, un reticolo di stradine affollate giorno
e notte per i numerosi locali e negozi che qui
si trovano: da qui si può intraprendere
il classico paeseo (passeggiata) costeggiando
il porto lungo il Paseo Maritimo. Seconda città
dell’Isola a circa 15 km da Eivissa, Sant’Antoni,
già nota ai romani come Portus Maguns per
il suo enorme porto naturale, ora chiamata dalle
autorità locali Portmany, si articola su
una amplia baia da cui si possono godere splendidi
tramonti sul mare. Meta preferita di numerosi
viaggi organizzati, è caratterizzata da
un lungomare brulicante di club, pub, discoteche,
negozi di suvenir, bar e ristoranti. La Chiesa
Parrocchiale di Sant Antoni domina la città:
costruita nel XVI Secolo sulle rovine di una moschea,
è un singolare edificio a metà tra
una fortificazione e un palazzo persiano.
 Nel
1999 l’UNESCO ha dichiarato quattro luoghi
di Ibiza patrimonio dell’Umanità:
oltre a D’Alt Vila, la città vecchia
nucleo originario della città, vi sono
la Necropoli Punica e Romana del Puig d’es
Molins che si sviluppa non lontano dal Portal
Nou di D’Alt Vila, dove sono state rinvenute
circa 3.000 tombe risalenti al periodo tra il
VII Secolo a.C. ed il III Sec. d.C.; il sito di
Sa Caleta, nelle vicinanze dell’Aeroporto,
dove gli scavi archeologici hanno rivelato un
villaggio del VII Sec. a.C.; da ultimo l’ecosistema
di Ibiza, unico per ricchezza e varietà,
è tra l’altro ultima dimora rimasta
alle posidonie e alla lucertola delle Pitiuse.
Patrimonio dell’Isola e testimonze della
sua bellezza sono le numerose spiagge dell’Isola
tra cui sono da ricordare Playa d’en Bossa,
Es Cavallet, Las Salinas, Cala Mastella, Cala
d’Hort, Cala Vedella.
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