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Intervista con Davide Rigon, pilota di Formula 3000 per la Minardi Team e giovane talento dell’automobilismo
A quanti anni ha scoperto la passione per le auto da corsa? E il talento?
Sono sempre stato affascinato dal mondo dei motori, ma la passione vera è scoppiata quando, con l’aiuto di mio papà, ho provato la prima volta un kart. L’adrenalina era alle stelle e sono riuscito a far sfociare la “rabbia agonistica” nel 1998, quando ho iniziato a correre in modo professionale. I risultati sono stati soddisfacenti fin da subito, dando inizio a quella che per ora reputo una decorosa carriera, ancora, però, certamente agli albori. Il talento, in generale non in casi specifici, penso sia una dote innata in ognuno di noi, nel settore in cui si operano. Nel mio caso, se di reale talento si può parlare, credo ci sia ancora tanta strada da fare, ma con l’aiuto delle persone e dei miei sponsor, come Myair.com, che mi appoggiano, penso di poter fare grandi passi in avanti per il futuro.
Come si svolge la giornata di un pilota?
La mia giornata è simile a quella di molti sportivi. Una volta sveglio mi preparo per allenarmi; solitamente con il fresco della mattina corro per qualche ora, in modo da poter lavorare sulla resistenza fisica e sul fiato. Questo è importante per non avere problemi durante le conversazioni radio nell’arco della corsa: parlare con il muretto box quando il fisico è sotto stress è una cosa che può risultare fondamentale ai fini del risultato. Una volta finita la corsa, dopo una rapida e tonificante doccia, mangio seguendo una dieta che mi consente di mantenere la mia forma e il mio tono muscolare. Nel pomeriggio riprendo gli allenamenti in palestra per rafforzare i muscoli e lavorare nello specifico per le gare che si svolgono su tracciati dove è necessario avere una preparazione particolare. In questo ho l’aiuto del centro Reform Haus Sport, dove il mio preparatore atletico, il dottor Stefano Elia, mi dà il supporto necessario per dare il meglio di me.
Che cosa fa nel tempo libero?
Ho tante passioni e hobby. Mi piacciono molti sport e quando ho un po’ di tempo mi diverto giocando a tennis con i miei amici. Naturalmente io sono il migliore, ma ogni tanto lascio anche vincere loro! Scherzi a parte, mi diverto, ma allo stesso tempo riesco anche a tenermi in movimento e fare un po’ di esercizio fisico. Mi piace stare con i miei amici e passare del tempo con la mia ragazza Elisa; quest’anno ho coronato uno dei miei sogni più grandi, prendere il brevetto di volo.
Quanto ha influito la carriera su famiglia e amici?
Non c’è stata una grande influenza in quanto, comunque, i contatti con le persone care rimangono sempre. Certamente quando ero più piccolo assentarmi per un week-end da scuola, o da ragazzo essere via e non poter uscire magari con gli amici poteva essere un problema, ma in fondo ci sono 52 settimane in un anno e, in trasferta, con me c’è sempre stata la mia famiglia che mi è stata vicino. Penso che l’importante non è dove si va, ma le persone con le quali si passa il proprio tempo. |
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